Secondo alcuni sondaggi in questi ultimi anni i numeri delle partecipanti ai corsi di autodifesa è praticamente raddoppiato.
In alcune zone, vedi Bergamo, addirittura sono 600 le donne che non hanno potuto partecipare a causa della insufficienza di locali utili allo scopo, che ne hanno accolto poco più di 200.
Ma quali sono le ragioni personali o collettive che spinge il mondo femminile, e in alcuni casi altre realtà, a iscriversi a uno dei tanti corsi proposti?
Secondo una recente pubblicazione, su Repubblica, sembrerebbe che il fattore principale sia da legare alla solitudine, adducendo mancate aggregazioni, strade vuote, percezione di disagio, legate a paure, a circolare la sera. Relegando quindi, il fenomeno, più a un evento modaiolo che reale.
Però tutti sappiamo che una crescita cosi esponenziale di un fenomeno sociale diventa scorretto attribuirlo a un mero effetto moda o a un caso sporadico.
Infatti nessuna città, nessun paese, nessuna regione è scevra da questo fenomeno/boom.
Lombardia, Lazio, Toscana, Sicilia, solo per citarne alcune, registrano un raddoppio di iscrizioni rispetto a cinque anni fa (era solo il 2021).
Su queste pagine abbiamo già affrontato il tema delle donne che hanno espresso, neanche tanto velatamente, la paura a tornare a casa la sera in città e in strade sempre più vuote. Paura e disagio sono le compagne di percorso e senza paura di essere contraddetti, fa paura anche a uomini e ragazzi. Praticamente a tutti.
Ma non è solo la vuotezza dello spazio pubblico a far paura, spesso e volentieri è la pienezza.
Li, in quella pienezza, sempre più spesso si trovano moltitudini di assembramenti che riportano a quei film americani anni 70/80 dove bande organizzate si permettevano di fare il bello e il cattivo tempo restandone impunite. Fotocopia di una realtà del presente?
Ed ecco che il disagio a muoversi tra le vie della propria città, per niente o molto affollate, diventa una impresa e spesso una preghiera/scommessa che nulla di diverso accada dalla normalità di una passeggiata o di un rientro a casa dal lavoro. Tra l’altro, questi fenomeni sembrano non percepiti dalle istituzioni.
Però sempre più spesso si vedono che viaggiano per le vie vuote/piene con il cellulare in contatto con parenti o amici come supporto funzionale e emotivo. E potrebbe essere un buon metodo per potere allertare gli organi preposti nel modo più tempestivo.
Lasciamo, però da parte, elucubrazioni sul fatto che in una civiltà “avanzata” come la nostra si debba ricorrere a questi espedienti solo per fare due passi.
Questi fattori, chiaramente, portano alla ricerca di una soluzione privata. Iscriversi a un corso di autodifesa, comprare lo spray al peperoncino, ogni anno se ne vendono sessantamila confezioni (60.000) circa.
Ed ecco spiegato l’aumento delle iscrizioni ai corsi di difesa personale riempiendo le palestre e svuotando (ancora di più) le strade.
Palestre piene e città vuote, in particolare la sera. Donne sempre all’erta piene di ansia e paure con conseguenze fisiche e mentali.
Per non parlare della “percezione” di uno Stato completamente assente.
Alcuni numeri:
In Lombardia iscritte 437 nel 2021, 786 nel 2023 per quanto riguarda le varie discipline. Mentre solo per il Karate da 363 iscritte nel 2021 607 nel 2023. (dati di alcune associazioni sportive).
Stessa sorte si identifica anche nelle altre regioni italiane.
Casi di violenza siamo a 2,4 milioni di denunce.
Casi di violenza sessuale denunciate 6831 casi nel 2024.
E per ultimo, ma non per finire, i casi di rapine, scippi, furti in appartamento, estorsioni e lesioni sono aumentati in maniera esponenziale.
Molti pensano che tutto questo non c’entri con le politiche effettuate dal governo, ,ma sicuramente c’è un errore di fondo. Oggi più che mai si sente e si vede l’assenza dello Stato. Questa assenza riempie, paradossalmente, gli stati d’animo di insicurezza, paura e solitudine.
endo le palestre, alla ricerca di una ritrovata e rinnovata autostima, le donne stanno inviando un chiaro e lampante messaggio che urla la loro richiesta di una maggiore protezione da parte delle autorità preposte.
Nel frattempo, nel loro urlo silenzioso queste donne si allenano, allineando corpo e mente in un percorso di crescita automotivante. Come avviene, nelle città di Prato, Firenze e nell’Empolese, con un percorso ideato da un team di professionisti del settore che propongono non solo arti marziali ma anche fortificazione delle emozioni.









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